Ischiocrurali: prevenzione assodata, rientro in campo ancora aperto
Se un infortunio definisce il calendario del calcio professionistico moderno, è la lesione agli ischiocrurali. Nello UEFA Elite Club Injury Study, la quota di infortuni diagnosticati agli ischiocrurali è raddoppiata dal 12% del 2001/02 al 24% del 2021/22, e la loro quota sui giorni di assenza totali è passata dal 10% al 20%. Verso il Mondiale 2026, due lavori hanno inquadrato il problema dai due estremi: una revisione di aprile sulla prevenzione nella rivista di medicina sportiva di Aspetar, e un’indagine di maggio su come i club d’élite europei decidono quando un giocatore è pronto a rientrare.
Letti insieme, mostrano un divario noto. La prevenzione è ragionevolmente definita. Il rientro in campo varia ancora molto da un club all’altro.
Prevenzione: cosa è ragionevolmente assodato
La revisione Aspetar di Timmins e Bahr riassume le evidenze su cui uno staff può agire:
- Il fattore di rischio più forte è un infortunio precedente: circa sette volte il rischio di un giocatore senza precedenti, con fino al 13% dei giocatori che subisce una nuova lesione agli ischiocrurali in una sola stagione.
- Anche età avanzata, fascicoli corti del capo lungo del bicipite femorale e flessori del ginocchio deboli in eccentrica aumentano il rischio.
- I programmi che includono il Nordic hamstring exercise dimezzano circa i tassi di lesione agli ischiocrurali, secondo una meta-analisi su 8.459 atleti. L’effetto dipende da dose e aderenza.
- Lo sprint controllato allunga i fascicoli del bicipite femorale, quindi unire lavoro eccentrico ed esposizione regolare all’alta velocità agisce su più fattori di rischio insieme.
- I picchi improvvisi di corsa ad alta velocità sono stati proposti come fattore di rischio, anche se non è stata stabilita una soglia numerica.
- Le prove sullo stretching come misura preventiva sono deboli e contrastanti.
Un risultato della revisione non ha nulla a che vedere con i muscoli. Lo staff medico di 15 club di Champions League ha indicato la cattiva comunicazione tra i membri dello staff come un fattore di rischio significativo. Un’analisi UEFA del 2023 su 14 squadre d’élite ha inoltre rilevato che i cambi nello staff principale erano associati a un maggiore carico di infortuni agli ischiocrurali in quella stagione, in modo significativo quando cambiavano il preparatore atletico o il medico sociale.
Rientro in campo: nessuna regola comune
Lo studio di maggio 2026 di Perna, Kerin, Lempainen e Beato, pubblicato su Research in Sports Medicine, ha chiesto a professionisti di club di Bundesliga, La Liga, Ligue 1, Premier League e Serie A di valutare i criteri di rientro in tre fasi: ritorno alla corsa ad alta velocità, ritorno all’allenamento e ritorno alla performance. Venticinque professionisti hanno completato l’indagine, lavorando su due casi clinici.
I criteri candidati coprivano quasi tutto ciò che un dipartimento moderno può misurare: tempo dall’infortunio, assenza di dolore, flessibilità, Askling H-test, risonanza magnetica, prontezza psicologica, forza isometrica ed eccentrica (incluso un Nordic test), test isocinetici, single-leg bridge, test di salto, completamento del carico progressivo in campo, velocità massima di sprint, capacità di sprint ripetuti e metriche GPS equivalenti alle richieste della gara. I professionisti usavano un’ampia varietà di criteri in ogni fase, e ne volevano di più, e più specifici, per le lesioni del tendine intramuscolare che per quelle della giunzione miotendinea. Gli autori concludono che la decisione richiede un approccio multidisciplinare.
Ciò richiama una precedente indagine mondiale di Dunlop e colleghi su 131 squadre di massima serie: il 95% usava un continuum che univa criteri clinici, funzionali e psicologici, ma metriche e soglie specifiche non erano chiare.
Una data di rientro è una stima. Un registro dei criteri superati è un’evidenza.
Rendere operativi i criteri
L’indagine è piccola e descrive la pratica, non i risultati, quindi non dice quali criteri funzionino meglio. Suggerisce però alcune abitudini che rendono più utile qualsiasi set scelto:
- Concordate i criteri di ogni fase prima che l’infortunio avvenga, così la decisione non va ricostruita sotto pressione un venerdì.
- Conservate i valori di riferimento pre-infortunio: forza eccentrica, velocità massima, distanza ad alta velocità tipica in partita. Un criterio senza riferimento è solo un numero.
- Rendete la progressione visibile insieme a fisioterapista, preparatore atletico e allenatore, perché i vuoti di comunicazione sono essi stessi un fattore di rischio.
- Mantenete lavoro eccentrico e sprint nel programma dopo il rientro, perché chi si è già infortunato è il giocatore più a rischio della rosa.
La revisione Aspetar cita anche un programma di rientro in campo in dieci step, gestito dall’allenatore, nel calcio dilettantistico svedese, che ha ridotto del 75% il rischio di recidiva agli arti inferiori. La struttura, a quanto pare, aiuta anche con risorse modeste.
SquadStats registra gli infortuni lungo le fasi di rientro in campo da 1 a 5, con messaggistica diretta tra fisioterapista e giocatore, e tiene test fisici e dati GPS importati (di qualsiasi marca, normalizzati in 23 metriche) nello stesso profilo del giocatore, così i riferimenti pre-infortunio sono lì quando si verificano i criteri.
Fonti
- Timmins R, Bahr R. Preventing the #1 football injury. Aspetar Sports Medicine Journal, 2026
- Perna P, Kerin F, Lempainen L, Beato M. Return-to-play criteria for hamstring injuries in elite European football: a survey of current practice. Research in Sports Medicine, 2026
- Ekstrand J et al. Hamstring injury rates have increased during recent seasons and now constitute 24% of all injuries in men's professional football: the UEFA Elite Club Injury Study. British Journal of Sports Medicine, 2023
- Ekstrand J et al. Changes in head staff members in male elite-level football teams are associated with increased hamstring injury burden for that season. BMJ Open Sport & Exercise Medicine, 2023
- Dunlop G et al. Return-to-play practices following hamstring injury: a worldwide survey of 131 premier league football teams. Sports Medicine, 2020
